DAL MIO CARO AMICO ARNALDO: ANGELIQUE

ANGELIQUE


Compare all’improvviso
con il fruscio di uno stormo,
ma è sola!
Da dove arriva?

Libera, a qualsiasi prezzo,
anche del peccato.
Sguardo fiero,
luce luciferina
in occhi neri,
indomiti,
mai una lacrima.
L’ardire sacrilego costa,
ma lei paga tutto.

Cammina sui tetti nelle notti d’inverno,
cerca la luna piena come sfondo
e si staglia nel disco,
per essere guardata.
Da chi? Non lo sa!
Ma solo se la luna è piena,
massima luminosità,
se no … niente.

Angelique ti chiede conto del pensiero,
lei si mette prima e dopo,
e racconta la vita.
Se no, lei non c’è,
e non c’è pensiero,
né vita da raccontare.

Distende le ali
ogni tanto,
pezzi scorticati,
le remiganti hanno le punte insanguinate
e alla base carne viva,
dolorante.
Odora di piume bruciate,
vola troppo vicino al sole!
Occorre riposare.

Ma le palpebre non si chiudono mai,
non lascia la battaglia,
eppure s’innalza soave,
volteggia con occhi sognanti,
trova una dolcezza che
nemmeno lei sa che cos’è,
e, come brezza tiepida,
te la dona.

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Alvise Scopel Firenze ho un cane: si chiama Emma Vedi tutti gli articoli di NASAMECU

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