Archivi del mese: giugno 2016

BAMBINO MIO!

In questa clinica
che guarda il mare
sono nato.
Sabato mattina una nave partiva
per Salamina.
Strade e edifici battuti dal vento
la polvere che baciava la fronte dei camalli del molo.
-Ora puoi vedere il mondo,
mi disse mia madre.
Potrai fare qualunque cosa,
nessun problema.
Solo, non fumare.

[Ghiorgos Chronàs, 1997]


GRANDI E PICCOLE

E’ proprio dei deboli abbandonarsi alla fantasticheria, sognare a occhi aperti che i propri desideri sono la realtà, che tutto si svolge secondo i desideri. Perciò si vede, da una parte l’incapacità, la stupidaggine, la barbarie, la vigliaccheria, dall’altra le più alte doti del carattere e dell’intelligenza: la lotta non può essere dubbia e già pare tenere in pugno la vittoria. Ma la lotta rimane sognata e vinta in sogno.
Nella realtà, da dovunque si cominci a operare, le difficoltà appaiono subito gravi perché non si era mai pansato concretamente ad esse,; e siccome occorre sempre cominciare da piccole cose la “piccola cosa” viene a sdegno: è meglio continuare a sognare e rimandare l’azione al momento della “grande cosa”:


PUNTI NERI

Se si avesse una certa tendenza ad assolvere il creatore, a considerare questo mondo come accettabile e anzi soddisfacente, bisognerebbe sempre fare le proprie riserve sull’uomo, il punto nero della creazione.


CATTOLICI CONTRO

Se noi cattolici imponessimo a tutti che a insegnare educazione sessuale nelle scuole andassero i sacerdoti, che rivoluzione si scatenerebbe? Perché allora ai nostri figli devono essere imposti attivisti lgbt – come avviene sempre più spesso nelle scuole – senza che noi genitori siamo informati di nulla, programmi, temi, contenuti? Senza che ci venga chiesto di firmare il consenso informato come previsto dalla legge sulla buona scuola, di cui le Linee Guida rischiano di dimenticarsi? Perché la preside che si è opposta è stata messa in mora? Perché si nega l’evidenza del fatto che su quei temi sensibili non c’è un’informazione neutra, ma fortemente influenzata dal proprio orientamento? Perché travestire di oggettività e scientificità le teorie lgbt, mentre l’antropologia cattolica sarebbe infondata e oscurantista? Perché, soprattutto, la necessità di plasmare le teste dei nostri bambini, a scuola?

È evidente, il perché: il lavoro che si fa a scuola è molto invasivo e molto fecondo, in grado di spostare le masse. Noi non vogliamo che qualcuno si approfitti del terreno fertile che sono i nostri figli senza esserne informati (come prevede la nota prot. AOODGSIP n.4321 del 6/07/2015): abbiamo il diritto e il dovere di dire la nostra sui nostri figli, e di scegliere noi come educarli. Chiediamo che si rispetti la circolare ministeriale AOODPIT n.1972 del 15/9/2015 che dice “che tra i diritti e i doveri e tra le conoscenze da trasmettere non rientrano in nessun modo ideologie gender”. Grazie a chi ha attraversato l’Italia, grazie a chi avrebbe voluto ma non ha potuto, grazie a chi ha organizzato, in prima linea Giusi D’Amico, Massimo Gandolfini, Filippo Savarese. Grazie a chi ci sarà la prossima volta, perché noi non abbasseremo la guardia.


LA DISTRUZIONE DELLA RAGIONE

«Una delle tesi fondamentali di questo libro – scrive Lukács – è che non c’è nessuna Welthanschauung “innocente”». Vero: se ciò è tanto vero per Nietzsche e Schopenhauer “inconsapevoli” patrocinatori del nazismo, altrettanto lo deve essere per Lenin e ahimè per lo stesso Marx: la volontà di potenza sta ai carri armati e lager di Hitler, quanto la “dittatura del proletariato” e “tutto il potere ai soviet” sta ai gulag e alla grande tragedia del comunismo.


L’INVENZIONE DELLA TERRA

Un giorno, leggendo la Divina Commedia, un filosofo si accorse di qualcosa che gli parve straordinario. È chiaro che per Dante la Terra è una sfera: egli inizia il proprio viaggio all’alba di un venerdì, attraversa tutta la Terra e a mezzogiorno del mercoledì successivo sbuca dall’altra parte a «riveder le stelle», come abbiamo appreso fin da piccoli. Dunque la Terra per Dante ha senza dubbio una forma sferica. Però, argomentava il filosofo, a farvi caso questo non è più vero quando si tratta delle azioni descritte nel poema. Il mondo di Dante non è ancora quello che per noi il mondo è: una struttura infinita, dove la posizione dell’uomo e della Terra abitata dall’uomo è marginale, periferica, assolutamente trascurabile rispetto alla vastità dell’universo.


FILOSOFIAZZERO. PERCHE’?

La filosofia come “scienza” dai fondamenti, come fondamento di tutte la altre scienze nella cui unità sistematica esse possano considerarsi come scienze.
Esiste oggi (se è mai esistita) una prescienza di questo genere? No, nonostante tutti gli svolazzi e gli sghiribizzi delle filosofie dei cosiddetti filosofi contemporanei, essa non esiste. E’ questo un male? Dove si fonderebbero senza di essa tutte le scienze, anche, per dire, morali, sociali, politiche, economiche eccetra? Non si fonderebbero che su se stesse. Il muratore continuando a praticare la scienza del muratore,l’imbianchino dell’imbianchino, l’ingegnere deell’ingenere, il geometra del geometra,il politico arrabattandosi alla politica. Quando il Machiavelli scriveva “Il principe” non scriveva un’opera di scienza della politica, ma una grande opera letteraria.Chi mai oggi penserebbe di iniziare un disorso politico, o morale, rifacendosi a presunti fondamenti filosofici della politica e della morale? Ci abbiamo solo dei brogliacci di principi politici su cui grottescamente cerchiamo regolarci. Tutto il resto è come è.


ATARASSIA

In lontananza si levava e si spegneva l’urlo sovrannaturale delle sirene della polizia o dei pompieri e né l’una né l’altra tacevano mai molto a lungo. Per ventiquattr’ore al giorno qualcuno fugge e qualcun altro tenta di raggiungerlo. Laggiù, nella notte intessuta di mille delitti, individui morivano, venivano mutilati, tagluzzati da schegge di vetro, schiacciati contro i volanti delle automobili o sotto le ruote di pesanti veicoli. Altri individui venivano percossi, derubati, strangolati, violentati e assassinati. Altri individui ancora erano affamati, ammalati, annoiati, disperati, tormentati dalla solitudine, o dal rimorso, o dal terrore, o dall’ira, erano crudeli, febbricitanti, squassati dai singhiozzi. Una città non peggiore delle altre, una città perduta e corrotta e colma di vacuità. Tutto dipende dalla posizione in cui ci si trova, dagli interessi personali. Io non ne avevo alcuno. E me ne infischiavo.


DIRITTO (COSIDDETTO) ALLO STUDIO (DEL CAZZO)

Ospedali e galere e puttane: ecco le università della vita. Ho preso diverse lauree. Chiamatemi dottore.


ORIENTE


MARTIN BLANCHARD

Aveva desideri semplici: gli piaceva ubriacarsi più spesso possibile, da solo, e gli piaceva dormire lunghe ore e stare a casa, da solo. Un’altra stranezza di Martin Blanchard è che non si sentiva mai solo. Più riusciva a starsene lontano dalla razza umana, più si sentiva bene.


RABELAIS

Le corna sono appannaggio naturale del matrimonio. Come l’ombra segue il corpo, così le corna seguono gli ammogliati. E quando voi udrete dire di qualcuno queste due parole: è ammogliato, se voi affermate: dunque è, o è stato, o sarà, o può esser becco, voi non passerete per inesperto nell’architettura delle conseguenze naturali.


TEORIA DEL ROMANZO

Felice il tempo nel quale la volta stellata è la mappa dei sentieri praticabili e da percorrere, che il fulgore delle stelle rischiara. Ogni cosa gli è nuova e tuttavia familiare, ignota come l’avventura e insieme certezza inalienabile. Il mondo è sconfinato e in pari tempo come la propria casa, perché il fuoco che arde nell’anima partecipa all’essenza delle stelle; come la luce del fuoco, così il mondo è nettamente separato dall’io, epperò mai si fanno per sempre estranei l’uno all’altro. Perché il fuoco è l’anima di ogni luce, e nella luce si avvolge il fuoco. Così ogni atto dell’anima riceve un senso e giunge al compimento entro questa duplicità: esso è compiuto nel senso e compiuto per i sensi, è perfetto perché l’anima riposa in se stessa mentre muove all’azione; è perfetto, ancora, perché il suo agire si stacca da essa e, fattosi autonomo, perviene al proprio centro e si iscrive in un suo conchiuso ambito.


MURATORI

Tutti i passaggi da un ordine superiore a uno inferiore sono marcati da rovine e mistero e da un residuo di furia senza nome. Sì. Ecco i padri morti. Il loro spirito è sepolto nella pietra. Preme su questa terra con lo stesso peso e la stessa ubiquità. Perché chiunque si faccia un riparo di canne e vi si nasconda unisce il proprio spirito al destino comune di tutte le creature e tornerà a sprofondare nel fango primordiale senza neppure un grido. Ma chi costruisce con la pietra aspira ad alterare la struttura dell’universo e così è stato per gli omini muratori, per quanto primitive possano apparirci le loro opere.