Archivi del mese: giugno 2013

filosofi(cosiddetti)

Gli storici della filosofia, che costituiscono il grosso dei filosofi in auge, fanno finta che i loro pensieri godano di una legge eccezionale di un regno speciale dell’esistenza. Fanno finta di essere convinti della sicurezza che ostentano. Il pensiero sembra loro un’attività integralmente pura esercitata da degli esseri fuori dallo spazio e dal tempo e che non sono uniti a dei corpi, da degli esseri senza coordinate. Questi “pensatori” affermano, insomma, che la Filosofia, durante tutto il corso della sua storia, è consistita nel muovere avanti e indietro dei pezzi mobili sullo scacchiere delle idee. Quante combinazioni possibili, quante belle sfide per gli esperti, applicando solamente le regole di questo gioco di abilità che gli storici hanno inventato!

[Paul Nizan,Les chiens de garde, Paris, Maspero]


portazzero

Porta_Alchemica_Magica_Roma_Nascosta


(traparentesi)

La teatrale, assoluta, continua presunzione dell’essere (cosiddetto), in eterno.


senza,per questo, ovviamente, che si abbia a lasciare le genti nella miseria

“Le precarie condizioni di vita dilatano la vita della fantasia. L’architetto Berthold Lubetkin, che fu studente alla Scuola Vchutemas, mi ha raccontato come si viveva nell’inverno del 1918. A Mosca, dietro l’Hotel Metropol, divideva una stanza con altri sedici studenti. Mangiavano giacinti cogliendoli dai vasi dei davanzali: dormivano avvolti in carta di giornale perché avevano bruciato tutte le assi dell’impiantito e non avevano coperte né alcuna fonte di riscaldamento, tranne il ferro da stiro che facevano arroventare nella stufa del portinaio. Un altro studente, di nome Kalesnikof, non riuscendo a trovare una stanza, aprì un buco nel monumento di Lisickij, Il cuneo rosso invade il quadrato bianco, e lì si installò per tutto l’inverno. Lo stesso Kalesnikov sottopose alla scuola un progetto (che ricordava l’arte concettuale del 1794 o anticipava un racconto di Borges) per trasformare la terra in un mappamondo mediante un arco di acciaio che andasse da un polo all’altro e sul quale l’artista avrebbe potuto librarsi un giorno e una notte”

[Bruce Chatwin, Che ci faccio qui?]


perorazioni umanistiche(di cui l’aria ne è piena)

“Ciò che gli umanisti di tutte le epoche hanno in comune è la convinzione che uomini non si nasca , ma si diventi, attraverso un percorso complesso e precario che non ha mai fine. E’ questo il motivo per cui non possiamo permetterci di relegare gli umanisti alle biblioteche e agli archivi. Abbiamo ancora bisogno di loro -della loro energia e della loro curiosità- se vogliamo riscoprire la parte migliore dell’essere vivi- qui e oggi”

[Giuliano da Empoli,Contro gli specialisti,Marsilio,2013


meglio senza

Per mia fortuna non ho la fede. Se l’avessi, vivrei nella paura continua di perderla. Invece che stare meglio, starei peggio.


risposta ai filosofi(cosiddetti)


filosofi

“Lo dicevano le genti, boni a nulla, ripetevano, ce n’è quelli in quanto tali, come tutte le persone di tutte le categorie possibili immaginabili, e non-boni-altro-che-a-nulla, che viveva altro che loro, gli altri, almeno, cosiddetti, adibiti a questo o a quello, loro invece altro che a nulla, solo boni a farfugliare…”

[Arminio Garzelli, Morituribus, Burci Editore, Castelfiorentino,2009]


così è come è!

“La struttura originaria del destino della verità è l’apparire del senso autentico dell’impossibilità che ciò che è sia il proprio altro e quindi non sia”.

[Emanuele Severino, Intorno al senso del nulla, Adelphi(ovviamente)]


TOLSTOJ

«La storia passata della vita di Ivan Il’ič era fra le più semplici e comuni e fra le più orribili».


forsennati

L’umanità ama tanto i salvatori, quei forsennati che credono senza vergogna in se stessi, solo perché immagina che essi credano in lei.


ripreso da paolo nori

A New York ho ospitato il poeta Sosnora. Mi ricordo che, criticando l’America, gli ho detto: «Qui c’è pieno di roba da mangiare, di vestiti, di divertimenti, ma di pensieri non ce ne sono».
Sosnora ha riposto:
«In Unione Sovietica, al contrario, c’è pieno di pensieri. Non facciamo altro che pensare al mangiare, ai vestiti, ai divertimenti».

[Sergej Dovlatov, Sobranie sočinenij (Raccolta delle opere), Spb, Azbuka 2000, t. 4, p. 235]


due tipi di uomini

Tutto considerato, al mondo, ci sono solo due tipi di uomini: quelli che stanno a casa, e quelli che non ci stanno.


(cosiddetta)

La vita è un ospedale in cui ogni ammalato è posseduto dal desiderio di cambiar letto. Uno vorrebbe soffrire accanto alla stufa, l’altro crede che guarirebbe se stesse vicino alla finestra. A me sembra che sarei felice dove non sono.


mai

Quello che un uomo sogna non si avvera, si può dire, mai!


socrate(ancora lui!)

Socrate, che sempre riduce al silenzio il sofista, ha davvero ragione di farlo? -Sì, il sofista non sa ciò che credeva di sapere(ammettendo che sostenesse di sapere); ma questo per Socrate non può essere un trionfo. La conclusione non può essere: “Hai visto? Non lo sapevi!” – e nemmeno quella di dire con aria di trionfo: “Noi tutti dunque non sappiamo nulla!”


(se ci avesse senso che etc.)

Leggendo i dialoghi socratici si ha questa sensazione: che terribile spreco di tempo! A che servono tutte queste argomentazioni, che nulla dimostrano e nulla chiariscono?


come sempre

“Intanto intervenne il chirurgo Umberto Bianconi, uno dei più reputati a Siena, ma non valeva gran che: aveva fatto carriera presto, perché suo padre insegnava all’Università. Piccolo e magro, d’una barbetta castana, brutta, quasi cappuccinesca, con gli occhi neri, dov’era un sorriso d’astuzia, da scimmia, un poco miopi, mai fermi, quand’egli parlava si bloccava a lisciare con l’unghia d’un pollice quella dell’altro; e non guardando mai in viso, ma sempre intorno. Maligno e maldicente, anche senza ragione, a motivo della sua falsa gentilezza, s’era fatto nome di buono e di modesto; e faceva pagare tali conti che gli procuravano un rispetto sempre maggiore. Quando c’era un moribondo abbastanza ricco, non aveva nessun scrupolo a raddoppiare le visite; ordinando rimedi che non servivano a niente. Sapeva che il disgraziato doveva morire; ma gli mostrava di sperare sempre, proponendo cure costosissime, chiamando a consulto altri medici con i quali fingeva le più coscienziose preoccupazioni”. [Federigo Tozzi, “Il podere” 1918]


céline

Senza nemmeno sospettarlo, Céline ha violato un tabù; ha spezzato una legge non scritta, abitudini inveterate(convenzioni, menzogne, truffe che tengono in piedi la società). Le ha rifiutate non solo intellettualmente, ma radicalmente, quasi fisiologicamente. Basta guardarlo per accorgersi che è tutto meno che una persona educata.

[Robert Poulet, “Il mio amico Céline”]


tornare a letto

“Alzatomi con una turba di progetti in testa, avrei lavorato, ne ero convinto, tutta la mattina. Mi ero appena seduto a tavolino, quando l’odiosa infame e persuasiva solfa: “Che cosa sei venuto a cercare in questo mondo?” troncò netto il mio slancio: e mi rimisi, come al solito, a letto, con la speranza di trovare una risposta, o piuttosto di riprendere sonno” [Cioran, “L’inconveniente di essere nati”]


senza titolo

“Aveva ricevuto la spaventosa educazione di un ambiente in cui si commettono in una serata con le parole e con i pensieri più delitti di quanti non se ne presentino in corte d’assise, in cui si assassinano le più grandi idee con le battute, in cui si giudica in gamba chi vede giusto, e veder giusto significa non credere a nulla, non ai sentimenti, non agli uomini, nemmeno ai fatti, perché i fatti si costruiscono. Per vedere giusto, in quel mondo,bisogna tutte le mattine valutare quanto pesa la borsa dell’amico, mettersi politicamente al di sopra di ogni eventualità, non nutrire ammirazione per nulla, opere d’arte, nobili gesti, e considerare movente d’ogni cosa l’interesse personale.”

[Honoré de Balzac “Eugénie Grandet”]


destino

“Ecco,anche oggi mi sono svegliato.”

[Paolo Nori]


“via dalla pazza folla”

Tutto ciò che vive fa rumore. Che apologìa del minerale!


non servire a nulla(in ogni caso)

“Si sente dire da ogni parte che, se tutto è futile, fare bene quello che che si fa non lo è. Eppure anche questo lo è. Per giungere a tale conclusione, e sopportarla, non bisogna esercitare alcun mestiere, o tutt’al più quello di re, come Salomone.”

[Cioran , “L’inconveniente di essere nati”]


cose così!

“E all’inizio hanno detto che fa più rumore un albero che cade di una foresta che cresce. Poi hanno detto che ci vuole una visione strategica nella gestione della questione dei rifiuti. Poi hanno detto che bisognava mettere al centro del dibattito nazionale e locale un tema. Poi hanno detto che c’era un’Italia diversa. Dopo hanno detto che la luce naturale aiuta il benessere abitativo. Poi hanno chiesto «Qual è il problema dell’Italia?». Poi hanno detto che loro affrontavano la sfida. Poi hanno detto «Attivo, proattivo e inserito nel territorio». Poi hanno detto «Come anche i terremoti». «Ne vedremo delle belle», hanno detto poi dopo. Poi uno ha detto «Raschiare il fondo del barile». Poi, lo stesso, ha detto «Lanciare il sasso nello stagno».”

[Paolo Nori]